NITIDA · ATELIER · DIMOSTRAZIONE
La vestizione
Due capi reali, mai fotografati su un corpo. Li abbiamo vestiti ai nostri modelli partendo dalle sole foto di prodotto: qui c’è tutto il percorso, atto per atto.
MILANO, AGOSTO MMXXVI · DALL’ATELIER
Ogni immagine di moda nasce da una sfilza di condizioni: il campione fisico, lo studio, la modella, la giornata giusta. Qui le condizioni erano due fotografie di prodotto, e nient’altro. Da quelle abbiamo ricavato una planche di riferimento, il foglio che consolida tessuto, cuciture e cadute del capo, e con la planche abbiamo vestito modelli che non esistono, fotografandoli da quattro punti che non sono mai stati una macchina fotografica.
Quel che segue non è un portfolio: è il percorso completo di due referenze, mostrato senza tagli. Come in bottega, si giudica sul pezzo finito e sul banco da lavoro insieme.
I · Uno slip dress, per Livia

di prodotto, e nessuno shooting.

tessuto, cuciture e cadute, pronto a vestire qualunque modello.
dello stesso capo, MMXXVI.
II · Un cappotto cammello, per Edoardo

di prodotto trovate in rete.

lana, revers e bottoni alla stessa luce.
dello stesso capo, MMXXVI.
«Nessuna di queste fotografie esiste.»
Non c’è stato uno studio, né un campione spedito, né una modella convocata. C’è stato un metodo, lo stesso che applichiamo ai capi delle maison con cui lavoriamo: la fonte di verità è il prodotto, non lo scatto. Di come un’immagine di prodotto diventi qualcosa che si indossa abbiamo scritto più a fondo nel Quaderno VI, Dallo scaffale al camerino.
Gli altri modelli dell’atelier, con i loro look completi, sono raccolti nel lookbook.
NITIDA · ATELIER
Quello che avete visto su due capi qualunque lo facciamo sui vostri: mandateci tre foto di prodotto di una referenza reale e la riportiamo vestita, alle stesse condizioni di queste tavole. È il modo più onesto di valutarci: sul lavoro, non su una proposta.
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